Abbiamo titolato questa nostra, ci auguriamo
piacevole, passeggiata “appunti e riscontri di biologia marina
mediterranea”.
Lungi dal voler essere o sembrare una catalogazione scientifica, queste
note sono, di fatto, una semplice raccolta di appunti
di viaggio, frutto di esperienze personali di un normale sommozzatore,
suffragate a volte da informazioni raccolte nel solo mondo dei subacquei.
I riscontri sono le foto di quel variegato mondo che
solo il subacqueo può esplorare a fondo.
Solo di quel mondo tratteremo, escludendo dalla nostra carrellata quant’altro
meglio rilevabile da pubblicazioni scientifiche, ma non dal contatto
diretto di un subacqueo attento visitatore della vita del mare. Per
tale motivo, schemi e catalogazioni sono qui fatte a misura di subacqueo,
a costo di far sorridere un vero cultore della biologia marina.
Il NOSTRO PERCORSO
La nostra, pur sempre troppo breve passeggiata subacquea si snoderà
in 22 capitoli, o per meglio dire, punti di osservazione delle meraviglie
dell’idrospazio.
Tracceremo a grandi linee i profili della vastissima scienza detta oceanologia,
per scendere sempre a grandi linee negli accenni superficiali delle
di lei più strette figlie:
l’ecologia e la biologia marina, almeno sotto i profili generali
delle enunciazioni di base.
Cominceremo poi la nostra analisi della vita del mare creando delle
classificazioni ad hoc per noi subacquei attenti ed esigenti visitatori.
Dedicheremo una carrellata al mondo dei vegetali, almeno di quelli più
appariscenti. Apriremo poi le porte del regno animale, che chissà
quante volte confonderemo con quello vegetale.
Inizieremo con gli invertebrati pelagici, per passare in fretta a quelli
che ci diventeranno più famigliari, quelli bentonici ai quali
riserveremo molti capitoli, a seconda delle specifiche classificazioni
di nostro comodo.
Parleremo degli invertebrati sessili, del variegato mondo degli invertebrati
coloniali e scopriremo con curiosità i parassiti ed i simbionti.
Abbandoneremo il mondo degli invertebrati, per parlare seppur brevemente
dei cefalopodi e dei crostacei.
Apriremo quindi il grande armadio dei vertebrati, parleremo quindi dei
pesci, siano essi pelagici o bentonici.
A proposito di ecologia del mare, ci permetteremo, finita la nostra
passeggiata, di sottoporre a chi ci ascolta e ci legge, alcuni consigli,
peraltro suggeriti dalla più parte delle Agenzie didattiche,
camuffati da considerazioni, al fine di poter meglio far apprezzare,
anche ad altri che verranno dopo di noi, le meraviglie che abbiamo incontrato
in questo nostro viaggio.
GRIGLIA DI ANALISI
Ci serviremo, nella presentazione di ogni specie di una scheda in cui
riporteremo:
la classificazione generale della specie;
-
il nome comune, quello con cui
la specie è più conosciuta;
-
i nomi locali, maggiormente
usati per quella specie;
-
ubicazione prevalente, laddove
intenderemo la posizione geografica del
mare (parte dell’intero mediterraneo) dove la specie è
maggiormente riscontrabile;
-
il territorio abituale, laddove
intenderemo l’areale dove la specie vive la più parte
della sua vita;
-
la profondità, laddove
intenderemo limitare ad un minimo e ad un massimo di quota la possibilità
di vita normale della specie, possibilitàlegata prevalentemente
alla presenza o meno della luce o del cibo;
-
le caratteristiche, dove intenderemo
evidenziare gli aspetti più appariscenti o interessanti quand’anche
non appariscenti;
-
le curiosità, quando
saranno presenti ne elencheremo la manifestazione;
-
la possibilità di incontro
della specie, laddove (come meglio analizzeremo più avanti)
faremo notare le incidenze di incontro della specie offerte da questo
nostro mare ad un normale e rispettoso visitatore, purché
questi sia soprattutto attento;
-
Chiuderemo la scheda, laddove ce ne fosse bisogno,
enunciando aspetti ecologistici ed ambientali (note).
LEGENDA DELLE POSSIBILITA’ DI INCONTRO
Per un miglior inquadramento subacqueo delle
specie incontrate definiamo qui la legenda delle possibilità
di incontro riportate nella scheda, differenziando i fattori
che condizionano tali possibilità:
-
rare, non tanto per l’inaccessibilità,
quanto per l’alta riduzione del numero degli esemplari per
fattori dipendenti dall’opera dell’uomo quando non anche
ambientali;
-
difficili, quando vi siano difficoltà
tecniche di incontro (profondità, visibilità condizioni
di sicurezza precarie;
-
sporadiche, quando le possibilità
siano strettamente legate alle ciclicità stagionali;
-
in normali condizioni di sicurezza, suddivideremo
le ulteriori possibilità in:
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