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Celenterati struttura biologica delle due forme :polipo e medusa

 

Credo che in ognuno di noi sia vivo il ricordo dei tempi lontani (ohime’ troppo lontani per alcuni di noi) del nostro primo approccio con la scuola. E sono certo che tra questi ricordi il primo approccio con la biologia, (raccontato con mistero da una maestrina che neppure sapeva il significato del termine biologia) sia stato quello della metamorfosi del bruco e della farfalla.

Quanta meraviglia ci destava tale immenso miracolo: un bruco, che se non a tutti, sicuramente alla maestrina destava ribrezzo, si trasformava in una meravigliosa farfalla, tanto bella ed elegante da essere copiata dal nodo a farfalla che abbelliva il colletto bianco che completava il nostro grembiulino.

Meraviglia e mistero.

Col senno del poi mi vien da pensare che in molti di noi, gia’ da allora si era radicato il seme dell’amore per l’acqua e per la vita che in essa si sviluppava. E proprio di quel mondo la maestrina ci ha svelato un altro miracolo che per il seme subacqueo che già covava ci regalava una forte emozione.

Provate a ripescare tra i vostri ricordi vicini (nel tempo) alla scoperta delle metamorfosi bruco-farfalla un’altra forte emozione legata alla scoperta di un’ altra metamorfosi.

Si proprio il miracolo della trasformazione tra il girino e la rana: non solo il corpo del girino si trasformava in rana, ma questo essere vivente, si trasferiva dal mondo dell’acqua, dove respirava e si nutriva, al mondo a noi vicino della terra e dell’aria, e nell’acqua da quel momento entrava a piacere per diletto, per nascondersi o per trovare cibo.

Piu’ meraviglia e piu’ mistero.

Da allora qualche anno e’ passato e di trasformazioni che abbiano destato in noi altrettanta emozione non ce ne son state, almeno per quanti non abbiano creduto alla favola (sempre per restare in tema) del ranocchio e del principe azzurro.

Abbiamo dovuto imparare prima le tecniche della subacquea, aprire poi gli occhi protetti dalla maschera per accorgerci che esiste una biologia marina che se in minima parte approfondita può regalarci ancora l’emozione della scoperta di una infinità di miracolose trasformazioni o metamorfosi; emozioni che incidono con la stessa forza un animo che abbiamo scoperto ancora un po’ bambino.

Il titolo della nostra chiaccherata comprende un insieme di parole difficili, che tenteremo qui di riportare nella sfera dell’accettabilita’ e della comprensione come se dovessimo, noi maestrine, raccontare il miracolo di una trasformazione a dei meravigliati bambini di una prima classe elementare.

CELENTERATI: sono organismi viventi che hanno un corpo costruito in maniera molto semplice, che vivono nell’acqua, ricavando da essa l’ossigeno necessario alla loro vita, e catturando in essa altri organismi piu’ piccoli, che, mangiati e digeriti, daranno loro l’energia per svilupparsi e la forza per resistere all’ambiente in cui vivono.

STRUTTURA BIOLOGICA: cercheremo di spiegare come è formato il loro corpo, aiutandoci con immagini catturate sott’acqua grazie alle moderne tecnologie della fotografia subacquea.

DELLE DUE FORME: e qui intenderemo (per entrare nel miracolo di cui abbiamo sopra accennato) spiegare le trasformazioni che uno stesso organismo subisce nella modificazione della forma del suo corpo e nell’ambientamento ad una vita completamente diversa.

POLIPO: e’ un piccolo organismo marino (ma non solo, dato che molte specie vivono anche in acque dolci), con il corpo a forma di tubicino molle la cui base è fissata alla roccia o a qualsiasi punto fisso del fondale. La parte alta del tubicino è munita di una corolla di tentacoli che hanno la funzione di catturare ossigeno, piccoli organismi o sostanze buoni da mangiare o comunque necessarie alla sua esistenza in vita. I tentacoli convogliano quanto catturato all’interno del tubicino che altro non è che un grande stomaco digerente.

Tra l’infinita serie di specie di polipi, la piu’ parte trascorre tutta la sua esistenza fissata al fondale senza movimento alcuno nel territorio. Una piccola parte (e sara’ il nostro argomento principale) dopo un certo periodo trascorso ancorato al fondale si liberera’ trasformando il suo corpo e le sue abitudini.

MEDUSA: è un organismo marino, (ma non solo) che vive la sua esistenza (o almeno la parte di questa dopo la trasformazione che vedremo) in acque libere, in continuo movimento, trasportata dalle correnti, danzando con movimenti leggiadri del suo ombrello alla ricerca costante di cibo e di condizioni ideali di vita.

Vi sembra possibileche il polipo diventi una medusa????????

O che una medusa generi dei polipi???????

Memori della trasformazione tra bruco e farfalla e tra girino e rana (un po’ meno sicuri di quella tra rana e principe azzurro) siamo certi (anche se con stupore), che tutto è possibile.

Andiamo quindi a vedere quello che i biologi ricercatori ci hanno svelato.

Naturalmente, non tutte le specie di polipi diventano meduse anzi, tra queste una minima parte ed E’ su questa piccola parte che soffermeremo la nostra attenzione.

Tra le spece esaminate di polipi che diventano meduse o di meduse che generano polipi, la biologia marina fa due distinzioni:

le specie degli idrozoi

le specie degli scifozoi

 

( i nomi sono difficili sia da pronunciare che da ricordare, ma a noi interessa sapere che due sono le forme di trasformazione).

IDROZOI

In queste specie, il polipo è un organismo singolo solitario che vive la prima parte della sue esistenza ancorato al fondale o al substrato in genere (roccia, sassi, oggetti duri del fondo).

Ad un certo punto della sua vitanel tubicino che forma il suo corpo, cresce una gemma, (simile a quella delle piante terrestri per capirci), una protuberanza che piano piano si staccherà dal polipo che l’ha generata e assumerà le sembianzedi una medusa, munita di ombrello e tentacoli per la cattura del cibo e per la respirazione.

Le correnti marine trasporteranno questo individuo nuovo a zonzo nelle acque libere.

Raggiunta la maturitA’ sessuale la medusa trovera’ un partner, consumera’ le nozze e liberera’ nell’acqua un uovo (a dire il vero molte uova).

L’uovo fecondato da uno spermatozoo di un altro individuo, vaghera’ , trasportato dallecorrenti, fino alla sua maturazione e la sua schiusa.
La larva che ne uscira’ si chiamera’ planula, si nutrira’ in acqua libera e si avvicinera’ pian piano al fondo, dove, trovato un valido ancoraggio si fermera’ e subira’ la trasformazione in polipo solitario cosi come lo abbiamo visto nelle immagini e il ciclo continuera’ con una nuova gemmazione.

Abbiamo dimenticato nella nostra storia il primo polipo che ha dato origine alla medusa; sicuramente se le condizioni ambientali e l’eta’ glielo avranno permesso, avra’ prodotto sul suo corpo altre gemme, “seminando” altre meduse.

Diversa forse la sorte della medusa, che dopo il viaggio di nozze, e il parto successivo, nelle più parte dei casi conclude il suo ciclo vitale. Gli idrozoi ci hanno meravigiato per il loro ciclo vitale ??? Ci meraviglieranno di piu gli scifozoi, l’altro gruppo di specie oggetto dei nostri argomenti fantastici.

SCIFOZOI

Qui entriamo ancora più nel vivo della meraviglia: molte volte incontreremo nelle nostre esplorazioni subacquee gli organismi artefici di queste trasformazioni capitanati di sicuro dalla medusa aurelia.

Il polipo che qui troviamo si chiama (altro nome difficile) scifostoma e vive parte della sua esistenza ancorato al substrato con la base del suo tubicino, catturando con la corolla di tentacoli quanto la corrente gli porta a tiro.

Ad un certo punto della sua vita, la corolla di tentacoli subisce una trasformazione: il disco (che si chiamerà strobila) si appiattisce e i tentacoli si accorciano e, miracolo ! ! sopra di esso se ne forma un altro di uguale forma e ancora un altro fino a creare una colonna che assomiglia ad una pila di piatti.

Ad un certo punto l’ultimo piatto (quello piu’ in alto) si stacca dalla pila e si lascia trasportare dalla corrente assumendo il nome di efira. E così ancora l’ultimo che rimane soprae ancora l’ultimo e così via finché tutti si saranno staccati.

Il polipo solitario avrà affidato alla corrente decine di efireche piano piano assumeranno la forma di giovani meduse e poi di meduse vere e proprie.

Queste meduse ben distinte in maschi e femmine, raggiunta la maturita’, troveranno i partner con cui consumare le nozze. Le femmine affideranno all’acqua uno (anzi piu’) zigote che sicuramente trovera’ nell’acqua lo spermatozoo di un altro individuo maschio. Dall’unione dello zigote e dello spermatozoo avrA’ origine un uovo fecondato che diventerA’ una larva munita di piccole ciglia per il movimento (planula pelagica). Dopo qualche tempo la planula cigliatasi avvicinera’ al fondale, cercherà un appoggio per l’ancoraggio e vi si ancorerà (planula bentonica), crescendo e diventando polipo.

Quale trasformazione! ! e quanta meraviglia se rapportata a quella del girino e della rana, o del bruco e la farfalla.

Per gli studiosi profanatori di misteri ne resta uno di irrisolto: e’ nato prima il polipo o la medusa, quasi come chiedersi se e’ nato prima l’uovo o la gallina.

A noi, attenti spettatori ma non cervellotici studiosi,questa realta’, (quella del mistero irrisolto) non interessa; ci piace di piu’ la poesia di una favola, iniziata con la scoperta del bruco e della farfalla, del girino e della rana e continuata con il polipo e la medusa.

E chissa’ quanti altri capitoli del libro della natura dobbiamo ancora scoprire esicuramente scopriremo, per mantenere viva in noi, condizionati nello stress della nostra quotidianità, l’emozione del miracolo della natura, vissuto da vicino,

da privilegiati protagonisti.

 

 

 

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