Ricordiamo la definizione che abbiamo dato degli
invertebrati: nel complesso gli invertebrati marini sono animali con
organi ed apparati semplici, privi di una propria struttura mobile portante.
Abbiamo fin qui esaminato:
< gli invertebrati pelagici, quelli cioè
che trascorrono la loro esistenza in acqua libera;
< gli invertebrati bentonici, quelli cioè
che legano la loro esistenza ad un costante contatto con il fondo o
con il substrato in genere.
Esaminiamo ora quelli detti sessili, cioè fissati al substrato
e privi quindi di ogni mobilità nel territorio circostante.
Tra gli invertebrati sessili possiamo trovare:
< quelli carnivori (per lo più
di notevoli dimensioni), che si cibano cioè di altri invertebrati
presenti nello zooplancton o addirittura di vertebrati;
< quelli detti filtratori (di dimensione minute), quelli cioè
che riescono a catturare dall’acqua che li circonda o nutrimenti
organici (altri animali) o elementi chimici, soprattutto carbonato di
calcio.
Anche qui, per nostra semplice comodità di catalogo, suddivideremo
l’intero mondo degli invertebrati sessili in: