Mar 242014
 
cerianto-membranaceo-14

Il cerianto membranaceo appartiene al philum dei Cnidari, alla classe degli Antozoi, alla sottoclasse degli Esacoralli e all’ordine degli Ceriantipatari.
Il nome cnidari giustifica la presenza di cnidocisti o meglio cellule urticanti, distribuite in tutto il corpo e per lo più nei tentacoli.
Sono altrimenti detti Celenterati possedendo una cavità gastrica detta celenteron che assieme ad una primitiva struttura muscolare colloca i cnidari ad un primo livello di evoluzione nell’organizzazione anatomica. Nel complesso troveremo quattro classi ben differenziate:
– idrozoi
– scifozoi
– antozoi
– cubozoi
Il mondo degli antozoi colorerà di sicuro ogni nostra immersione.
Questa classe comprende per lo più polipi più o meno grandi, duri nel complesso della struttura, o morbidi a seconda della secrezione che producono, con tentacoli che portano alla faringe e alla cavità gastrica il cibo catturato. I tentacoli possono essere tossici (muniti cioè di cnidoblasti) o semplicemente adesivi. La vita può svilupparsi in forma solitaria o in forma coloniale (la più parte) in cui la caratteristica di rilievo è la dipendenza da un comune stolone di base.
A differenza dei lontani cugini scifozoi , idrozoi e cubozoi , in questa classe non esiste la fase medusoide.
Per pura semplicità di catalogo anche se appartengono a sottoclassi diverse troviamo:
– esacoralli
– ottocoralli
– ceriantipatari
Alla sottoclasse degli esacoralli appartengono per lo più animali solitari, con scheletro portante calcareo, o cuticola di chitina, o completamente nudi e presentano un numero di tentacoli di sei o multipli di sei. Il più delle volte la colorazione è data dalle microalghe zooantelle presenti nei tessuti dell’animale.
ceriantipatari sono animali solitari, vivono l’esistenza infossati con la più parte del corpo nel sedimento esponendo all’esterno la sola corolla di tentacoli, l’animale si muove dentro ad un tubo, formato da un composto di sua secrezione e di sedimento.
Il cerianto membranaceo è antozoo sessile  dalle più svariate tonalità di colore della sue varie  corolle di tentacoli. Vive la sua esistenza con il piede inserito in un tubo membranaceo  sepolto ma in parte emerso dal substrato. All’ interno del tubo il cerianto, nasconde se disturbato anche l’ insieme della corolla, per poi riespanderla all’esterno,  rinvigorendo i tentacoli gonfi d’acqua,  tesi alla caccia. Continue reading »