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Per quanto riguarda la temperatura, relativamente
alla nostra specifica attività beninteso, ci limiteremo all’analisi
dei fattori salienti per le sole acque superficiali. Innanzitutto
constatiamo l’andamento incostante della temperatura distribuito
nel tempo, tradotto nel rapporto ritardato con le stagioni:
· temperature più alte alla fine del periodo caldo estivo
e all’inizio di quello fresco autunnale;
· temperature più basse alla fine del periodo freddo
invernale e all’inizio di quello fresco primaverile.
Il fenomeno, si sa, è dovuto al tempo (a
volte notevole) necessario all’aria che sovrasta la superficie
per raffreddare o riscaldare la grande massa d’acqua sottostante
in continuo movimento verticale.
In secondo luogo ci interessano le influenze sulla
temperatura dell’acqua superficiale che sono legate a varie
ma catalogate circostanze:
* la stagionalità con picchi di differenza
tra fine inverno e fine estate;
*la latitudine geografica di quel sito di mare;
*la distanza dalle coste,
< temperatura più elevata vicino, e
meno elevata lontano, alla fine della stagione calda
< più bassa vicino, e più alta lontano, alla fine
della stagione fredda;
* i ritmi di divario legati al giorno e alla
notte;
* le condizioni metereologiche, laddove i raggi del sole possano
o no arrivare alla superficie (sereno, nuvoloso), o laddove il vento
ne smorzi l’efficacia.

Vi è un altro termine che molto spesso incontriamo parlando di
temperatura dell’acqua del mare: termoclino.
Il termoclino è la zona di confine con un salto netto di temperatura
tra due stratificazioni ben distinte:
< una di acqua meno densa e calda (leggera e stratificata nella parte
alta),
<l’altra di acqua più densa e fredda (pesante e stratificata
nella parte più bassa).
Ci accorgeremo a volte, soprattutto nelle mezze stagioni (che, checché
se ne dica, per quanto riguarda il mare esistono ancora) di quanto possa
essere elevato il divario di temperatura di qua e di là di una
zona netta di confine.
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