Scogliere frangiflutti di costa

 
Planimetria-generale

 

 

 

 

 

Tra i nostri siti di immersione  meritano una dettagliata menzione i manufatti delle scogliere frangiflutti  di costa.
L’intero litorale della regione Emilia Romagna è stato interessato in passato (e lo è attualmente) da notevoli fenomeni di erosione dovuti a cause naturali. Difatti la forza delle onde durante le burrasche e le notevoli correnti superficiali hanno ridotto nel passato interi tratti di arenile e distrutto opere artificiali come strade e manufatti. Lo sfruttamento turistico del litorale ed il conseguente boom edilizio sviluppatosi sulla zona costiera ha indotto lo Stato prima, la Regione poi, alla realizzazione di progetti di difesa, atti a salvaguardare l’unica risorsa economica delle popolazioni costiere: la spiaggia.
Nascono così le barriere artificiali con diverse tipologie costruttive. (STORIA)

L’impatto ambientale
E’ sempre difficile mettere sullo stesso piano lo sviluppo economico di un’area con l’impatto ambientale conseguente. Se è vero che la spiaggia rappresenta un elemento fondamentale da salvaguardare è altrettanto giusto riconoscere che il litorale romagnolo è stato stravolto da elementi estranei quali scogliere ed altre protezioni artificiali che ben divergono dalle situazioni esistenti all’inizio del XX secolo o ancor prima.

L’impatto ambientale visto dai subacquei
A prescindere dalle valutazioni che ogni individuo può personalmente esprimere, a noi le barriere piacciono. O meglio, ne abbiamo fatto buon viso a cattiva sorte. E’ vero che le scogliere emerse detengono tuttora un impatto ambientale elevato, anche in funzione estetica, che le stesse provocano al loro interno quel fastidioso deposito di limo. E’ altresì vero che quelle sommerse non tolgono alla vista del turista o della locale popolazione l’orizzonte marino ma difendono meno la dorata spiaggia dalle mareggiate. Tuttavia, le opere a difesa della costa, sotto la linea del medio-mare, celano ancora una volta le meraviglie di un esplosione di vita, la possibilità agli organismi di riprodursi in sicurezza e l’occasione per noi subacquei di vivere molte avventure, seppur in pochi metri d’acqua.
Noi svolgiamo diverse immersioni di allenamento o ricreative prevalentemente presso le scogliere di Bellaria, e Igea Marina, raramente nella zona a sud della provincia o nella baia della Vallugola. Possibilmente sfruttiamo le ore notturne, lontano dal chiasso dei bagnanti e delle radio hi-fi. Quando tramonta il sole e nelle ore successive, la vita esplode in una miriade di colori e di organismi. Una situazione che il turista non si aspetterebbe mai. Eppure tutto esiste e cercheremo di raccontarvelo con le immagini. Ancora una volta la natura prende il sopravvento e trasforma un inerte masso calcareo in una parete mediterranea, una barriera di sacchi di sabbia in un atollo.

Biologia
Nelle barriere a nord di Bellaria (zona Cagnona), ad esempio, si possono osservare diverse specie di flora e della fauna tipica del nord adriatico. Sugli scogli attecchiscono i mitili (volgarmente cozze) di discrete dimensioni, oltre ad attinie, idrozoi ed alghe rosse e verdi. Con un po’ di attenzione e circospezione si possono osservare esemplari di corvine e  spigole oltre a piccoli saraghi, muggini, bavose e ghiozzi. Sempre presenti anguille e gronghi, anche di notevoli dimensioni, così come addirittura invadenti i granchi e le grancevole. Sulle sabbie circostanti si possono incontrare sogliole, soasi, gallinelle e cerianthus. Nelle ore notturne la vita esplode ed alcuni predatori escono dalle tane per la caccia. Fantastici i passaggi iridescenti di calamari e seppie. Nei mesi più caldi della stagione estiva esemplari di aurelia aurita (comune medusa bianca)e di medusa dal marsupio, volteggiano nelle acque notturne e risultano addirittura pericolose per i sub, se non protetti con mute, guanti e calzari.

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