Piramidi di miramare

 
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Piramidi

Sveliamo subito il motivo del nome di questo sito d’immersione: Blocchi cubici in cemento armato sovrapposti, fanno assomigliare questi strani manufatti alle piramidi realizzate dagli antichi Maya.
Le piramidi fanno parte della zona (tutelata ed interdetta a navigazione, pesca e balneazione) interessata dal vivaio di miticoltura e posta al traverso della frazione di Miramare, ad una distanza di circa 3 miglia nautiche dalla costa.
Tali manufatti furono deposti nelle seconda metà degli anni ’80 con una duplice finalità, l’una di ripopolamento della fauna ittica, l’altra di coltura dei mitili. E’ per questo che tuttora assistiamo a queste strane forme artificiali: i castelli in acciaio servivano al fissaggio delle “calze” contenenti i mitili, i blocchi sovrapposti (bucherellati qua e là), alla formazione di un riparo sicuro per la fauna.
Per la costruzione delle piramidi furono posate in mare tonnellate di ghiaione e diversi metri di geo – tessuto, atti all’evitare che il tutto sprofondasse sotto l’ingente peso. Difatti il fondale della zona è prevalentemente limaccioso.
La realizzazione dei manufatti non assolse comunque a tutti gli intenti preposti, o meglio, i castelli in cemento armato con intelaiature in acciaio non vennero mai sfruttati per la loro funzione. Successivamente l’ente gestore e titolare della concessione marittima cercò di sfruttare il sito per la pesca sportiva, ma la cosa non ebbe un seguito.
A causa delle potenti mareggiate invernali, le piramidi si presentano ora rovesciate, inabissate o sinistramente decapitate del loro blocco superiore, comunque molto diverse da come le vedete disegnate nella ricostruzione grafica di progetto.
Nonostante le varie vicissitudini, questo sito ha comunque acquisito una importanza fondamentale per l’ambiente marino, difatti molte specie animali e vegetali le popolano abitualmente fornendo ai nostri occhi subacquei lo spettacolo della vita che attecchisce, laddove vi sia un substrato fisso.

Biologia

Nel sito delle piramidi, si può osservare la maggior parte della flora e della fauna presente nel nord adriatico. Anche qui le diverse specie occupano un preciso spazio, o meglio strato, a seconda della tipologia del manufatto interessato: Sui tralicci dei castelli attecchiscono i mitili (volgarmente cozze) di discrete dimensioni, oltre ad attinie, idrozoi ed alghe rosse. Con un po’ di attenzione si possono osservare dei piccolissimi nudibranchi di colore violetto chiamati flabelline rosa ed uova di gattuccio e calamaro. Alla base dei castelli, sul fondo fangoso, si trova un vero e proprio tappeto di gusci di mitili e qua e là qualche ostrica. Sulle piramidi troviamo ampie e vistose concrezioni di madrepore a cuscino, spugne incrostanti rosse ed altre demospongie, molluschi come ostriche e pettini, anemoni e pomodori di mare, cerianthus, ofiure ed idrozoi che forniscono riparo a piccoli pesci come ghiozzi e bavose. I fori ricavati sui blocchi di cemento e passanti da una parte all’altra ospitano invece grossi esemplari di grongo, gamberetti parapandalo del colore rosso acceso ed altri crostacei, come le grancevole, il granchio favollo e rari esemplari di astice. Nei dintorni dei manufatti in cemento, e soprattutto nelle zone superiori, si aggirano grossi muggini, saraghi, boghe, corvine e castagnole; non di rado si possono scorgere, di passaggio, ricciole ed orate, e, a cominciare dalla tarda primavera branchi curiosissimi di pesci balestra . Nelle ore notturne la vita esplode ed alcuni predatori escono dalle tane per la caccia. Fantastici i passaggi iridescenti di calamari e seppie. Per ben due estati consecutive abbiamo avuto l’occasione di appuntamenti costanti con delfini giocherelloni.

Difficoltà

Salvo la particolare condizione dell’essere in mare aperto, le Piramidi non presentano molte difficoltà e sono adatte anche ai subacquei meno esperti. L’orientamento in immersione risulta difficile in quanto sono presenti numerosi manufatti apparentemente uguali, inoltre spesso si presenta un notevole termoclino in prossimità del fondo ed un conseguente strato di acqua torbida che riduce di molto la visibilità. Con particolare attenzione ad elementi taglienti o contundenti, è possibile effettuare piccole penetrazioni nei tunnel posti nella parte bassa delle piramidi.

 

 

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